Pensierini

Posted on by

AFORISMI E PENSIERINI
(con qualche spiritosaggine conclusiva)

ABISSI
L’abisso del nulla fa paura, ma quello del tutto è anche più spaventoso.
Tutte le volte che si parla di una disperazione “abissale” mi vengono in mente le parole – e gli occhi – di una vecchia compagna d’università, ritrovata per caso dopo vent’anni. «Che cosa hai fatto in tutti questi anni?» le chiedo cordiale, senza capire che mi sono affacciato su un pozzo nero. Irraggiungibile, risponde con occhi di neve: «Qualunque cosa ti possa venire in mente, e voglio dire qualunque cosa, io l’ho fatta».

AFORISMI (1)
Gli aforismi sono pensierini sospesi: fra utile e futile.

AFORISMI (2)
Una timida forma di arroganza.

AFORISMI (3)
Gli aforismi vivono all’insegna della collusione. Fra la presunzione di chi scrive e la pigrizia di chi legge. O viceversa?

AFORISMI (4)
In guardia dagli aforismi! Fingono di volerti divertire, ma ti vogliono convertire.

AFORISMI (5)
Tutti gli aforismi sono in parte falsi. La saggezza che trasmettono consiste nel capire quale parte.

AGNOSTICI
Sospesi fra atei e credenti, agnostici ce n’è di due tipi. Opposti. Quelli che “non mi riguarda, chissenefrega”: detestabile maggioranza. Però anche – pregevole minoranza – quelli che si definiscono tali con infelice coscienza. Li riconosci dall’attimo di esitazione con cui rispondono alla domanda: “Io? Agnostico…” E capisci che avrebbero mille precisazione da fare, ma solo per gentilezza, e per pudore, te le risparmiano.

AMICIZIA
Vero amico non è quello che ti fa un favore, ma quello che poi se ne dimentica.

AMICO/NEMICO
Che l’amico del mio amico sia mio amico, è un pio desiderio. Che il nemico del mio nemico sia mio amico, è un tragico equivoco.

ANATOMIA (1)
Com’è strana l’anatomia! Assai spesso, quelli di mano lunga hanno il braccino corto.

ANATOMIA (2)
Fino a qualche anno fa, un discorso politico poteva parlare al cervello oppure “al cuore” dei cittadini. Oggi, si dice che parla alla testa oppure “alla pancia” del paese. Che dire? Siamo davvero caduti in basso.

ANGELI CUSTODI (1)
Esistono? Certo che sì. Non tutti ce l’hanno, ma io sì, sono fortunato: ne ho più di venticinquemila, e crescono continuamente di numero. Stanno tutti in casa con me, e quando trasloco mi seguono fedelmente. Sono generosi d’informazioni, orientamenti, ispirazioni… e non solo con me, ma con tutta la famiglia, talvolta persino con gli amici. Però, sono molto discreti, rispondono solo se consultati. Io li amo e ho cura di loro, specialmente quando invecchiano. Raccomando a tutti di fare altrettanto.

ANGELI CUSTODI (2)
Il più vecchio fra gli angeli custodi che affollano la mia casa ha ormai quasi quattrocento anni, si chiama Instructio Poenitentium. Alcuni – pochi – sono morti. Ma il primo che mi raggiunse quando ero bambino sta ancora con me, si chiama Robin Hood.

ANGELI CUSTODI (3)
Non di rado, qualche amico in visita mi chiede se questo o quello dei miei angeli custodi possa seguirlo e passare qualche giorno con lui. Ed io volentieri ne dò loro licenza, per quanto triste sia separarsene, seppure per poco. Ma che tristezza quando, troppo spesso, non li vedi tornare…
Appropriarsi degli angeli altrui è peccato mortale.

ANGELI CUSTODI (4)
Purtroppo l’Italia è, fra le nazioni europee, una di quelle col più basso indice pro capite di angeli custodi residenti nelle abitazioni private.

ANIMA (1)
Per quanto malfondata, una idea tutto sommato positiva. Rispetto al solito “io”, obbliga ognuno di noi a parlare di sé in terza persona. E permette di prendere le distanze da sé, di fare un esame di coscienza.

ANIMA (2)
Non è vero che abbiamo un’anima, ma è vero che possiamo perderla.

ANTENATI
Fra gli antenati mi sono cari soprattutto quelli immaginari. Daniele Carasso, vittima dell’assimilazione – linguistica, prima ancora che culturale. Argenta Argento, espulsa da Siracusa sul finire del Quattrocento.

APPARENZE
Mai fidarsi della seconda impressione!

ARD
Gli intellettuali sono un po’ tutti come i transessuali: sentiamo di essere premi Nobel intrappolati nel corpo di un professore qualunque.
PS – Non lo dite alla costituenda Task Force del DSM-VI, altrimenti si precipitano a inventare un altro ARD (Academy-Rank Disphoria). E poi l’Alcohol-Related Dementia come la chiamiamo?

“ATTO DOVUTO”
Viene di norma così definito dalla magistratura inquirente un atto discrezionale e inopportuno.

AUREA MEDIOCRITAS
L’alibi dei mediocri, in ispecie di quelli che non sanno il latino.

AUTOSTIMA (CROLLO DELLA)
Narci-sisma.

BEATLES
Middlesbrough, pomeriggio del 19 luglio 1966: un ignoto dentista dell’esercito nord-coreano, Pak Do-Ik, mette a segno un goal che permette ai semiprofessionisti della Corea del Nord di eliminare gli azzurri dai Mondiali. Per Albertosi sarà A Hard Day’s Night. All’incredulo Do-Ik, la moglie grata ed entusiasta canterà con trasporto: Love Me Do.

BELLE MANIERE
Se sei gentile con gli estranei, perché non esserlo – magari di più – con coloro che ami?

BELLEZZA
Susan Sontag resta la donna più bella del mondo.

BENEDIZIONE (1)
L’arroganza dei preti – che Iddio li benedica – si spinge fino ad arrogarsi il monopolio delle benedizioni.

Come se l’autentica benedizione potesse mai essere un atto burocratico della pubblica amministrazione, un performativo la cui validità resta subordinata alla correttezza delle procedure e alla qualificazione del pubblico ufficiale che le adempie. Come se non fosse, invece, una effusione dell’anima grata, un’estasi della speranza, una traslazione sommessa della propria felicità nelle attese dell’altro.

BENEDIZIONE (2)
Ma c’è di peggio: la riduzione della benedizione all’esorcismo, quintessenza del paganesimo! Un abracadabra supposto valere solo se pronunziato dal mago con i parafernalia che l’occasione richiede.

BENEDIZIONE (3)
Eppure di benedizioni autentiche abbiamo bisogno. Come una squadra di calcio penalizzata, che gioca in casa a porte chiuse, senza pubblico e senza tifo: così l’individuo senza benedizioni.

BENEDIZIONE (4)
Leggete la Bibbia: nel momento della benedizione Iddio si fa talmente umano, e l’uomo talmente divino!

BERKELEY
Esse est percipi, d’accordo. Ma Giorgio non era uno sciocco: l’accento batte sull’est, e l’esse non conta meno del percipi.

BESTEMMIE
Quelle contro la Madonna non mi disturbano. Non perché Maria fosse davvero una puttana, povera figlia… ma sono una tale manifestazione di sana incredulità popolare!

BIBLIOFILIA
E se fosse una perversione sessuale?

BRECHT, OGGI
Beato quel popolo che non ha bisogno di papi.

BUGIE
Le persone si conoscono dalle loro bugie.

BUROCRATIZZAZIONE DELLA VITA MODERNA
Perdo talmente tanto tempo a fare il segretario di me stesso che non mi resta più tempo per essere me stesso.

“BUONE PRATICHE”
Come liberarsene (di questa dilagante produzione di cattiva teoria sulle “buone pratiche”)?

BUONISMO (1)
Odio dell’odio, questo è il buonismo. Una singolare forma di odio che, privato di qualunque oggetto, si ripiega tristemente su se stesso. Nulla che fare con l’amore, nulla a che fare col forte sentire che sorregge le passioni.

BUONISMO (2)
Ipocrita nelle sue scaturigini profonde, il buonismo finisce col credere alle sue stesse menzogne. Malessere di una transizione, che si percepisce sopra tutto nel timbro vocale dei preti.

CAMILLERI (1)
Due giallisti, Hitchcock e Camilleri: delitto perfetto e dialetto imperfetto.

CAMILLERI (2)
Il delitto non paga, il dialetto sì.

CAMILLERI (3)
Uno scrittore dialettante.

CANZONI
Che scrive una colomba sulla spiaggia? Dove letters on the sand.

CAPUFFICIO
Donne, attente! Prima sarà licenzioso, poi licenziante.

CARATTERE NAZIONALE (1)
Altro che stereotipi, esiste eccome! Ne chieda pure, lo scienziato diffidente, a qualunque agenzia turistica.

CARATTERE NAZIONALE (2)
L’essenza dell’anima russa consiste nell’interrogarsi interminabilmente sull’essenza dell’anima russa.
Il difetto principale degli italiani, me compreso, consiste nel sottolineare senza fine i propri difetti quasi fossero pregi. Come volevasi dimostrare!

CATASTROFISMO
I catastrofisti hanno torto sempre e comunque, e non li sopporto. Perfino quando dicono il vero. Perché è fin troppo chiaro dal loro sogghigno che loro ci sperano nella catastrofe prossima ventura.

CATTOLICI (1)
I musulmani credono in Dio, gli ebrei credono a Dio, i cristiani credono nel Cristo, i cattolici credono al papa.

CATTOLICI (2)
Ma uno che si fa chiamare Sommo Pontefice, può mai essere cristiano?

CATTOLICI (3)
La Chiesa è il vitello d’oro dei cattolici.

CATTOLICI (4)
Come perdonare alla Chiesa Cattolica di averci rubato la Bibbia?

CATTOLICI (5)
La Chiesa Cattolica è, in ciò, come la mafia: “megghiu cumannari ca fùttiri”.

CATTOLICI (6)
La Chiesa Cattolica: una burocrazia di maghi, che compensano la castrazione reale con trasmutazioni immaginarie.

CELIACHIA
Chi temono i celiaci? Un cereal killer!

CELLULARE (1)
L’ultimo modello, dernier cri dei cellulari: Modaphone.

CELLULARE (2)
Tutto sommato, migliora il nostro giudizio del prossimo. Quelli che per la strada parlano da soli, una volta giudicavamo che fossero pazzi o briachi, oggi si tende a credere che stiano telefonando.

CERTE GIORNATE
illeggibili come testi senza punteggiatura.

CERTEZZE
Tutte le affermazioni di ordine generale sono sempre abusive.

CODICE PENALE
Il codice a sbarre.

COLLUSIONE NARCISISMO-MASOCHISMO (1)
Ci sono personaggi talmente talmente narcisi da desiderare il martirio.

COLLUSIONE NARCISISMO-MASOCHISMO (2)
Chi si compiace di ritenersi “un personaggio scomodo”, non mancherà di trovarne negli altri costante conferma.

COMPASSIONE
La capacità di riconoscere e tollerare il fatto che, qualche volta almeno, siamo tutti persone qualunque.
Proprio tutti? Sì. Persino io? Sì.
Κύριε  ’ελεĩσον !

COMPLICARSI LA VITA
Il fatto di restare solo è talmente insopportabile che qualcuno preferisce “dedurlo” dalla credenza di essere unico.

CONVERSIONI
Se più di una, sono il turismo dell’anima.

LE COSE DEL MONDO
Se tutte le “cose” fossero chiare e conchiuse così come sono nelle carte del Mercante in Fiera: come l’Arabo, la Spagnola, la Sfinge, lo Struzzo… come sarebbe semplice il mondo!

LE COSE INUTILI (1)
Le cose inutili che tutti diciamo – come va? bella giornata! che caldo, che freddo! ma guarda che tipo! saluti a casa – sono il tessuto connettivo della vita quotidiana e rimangono in assoluto le cose più importanti che vengano dette. Più importanti di un nuovo teorema, più importanti di una risoluzione parlamentare. Basta pensare come sarebbe orribile la vita se non le dicessimo.

LE COSE INUTILI (2)
Le cose inutili che l’uomo sa fare – con incredibile profusione di forze e d’ingegno, da solo o in compagnia – sono le più belle. Immaginate un mondo senza poesie né cattedrali.
L’uomo – diceva (mi pare) Piovani contro Bentham – è un essere profondamente “inutilitario”

CROCIFISSO
Se Gesù non è il Figlio di Dio, è una oscenità. Se lo è, è idolatria.

CULTURA
La cultura, si dice, è ciò che rimane quando abbiamo dimenticato tutto quel che si è studiato. Tutto, forse no; ma qualcosa almeno, sì. L’incultura degli eruditi, e la loro pallosità, consiste proprio nel fatto che, non potendo dimenticare nulla, non dispongono di quella casella libera che serve alle persone normali per far girare il pensiero.

CULTURAL STUDIES
La trasformazione dell’Occidente in accidente.

DASPO
Non plus ultras.

DE GUSTIBUS
C’è solo una cosa più orribile che mettere l’acqua nel vino, ed è mettere il vino nell’acqua.

DELIRIO DI GRANDEZZA
Le saghe mentali.

DIALOGO
Frainteso come l’arte d’intervenire, il dialogo è sopra tutto l’arte di ascoltare. Turni di riflessione silente. Nel dialogo, la curiosità e la buona educazione assumono un rilievo epistemico.

DIARIO
I diari sono necropoli. Ogni foglio è una tomba che il se stesso di domani erige al se stesso di oggi. A volte per fargli un mausoleo, a volte solo per metterci una pietra sopra.

DIETE
Cave panem!

ECCELLENZA
Come spiegare – a quelli che impestano l’Università (e non solo essa) di sempre nuovi “centri di eccellenza” – che fondare un centro di eccellenza è come aprire una fabbrica di mobili antichi?

ECOLOGISMO
L’ecologismo sta all’ecologia come il culturismo sta alla cultura.

EFFETTO SERRA
Il guaio dell’effetto serra è che, già nel presente, allunga e complica le conversazioni sul tempo che fa.

EIDOS
Ogni concetto è un concerto. C’è, fuori del tempo, una struttura a priori che funge da partitura. Ognuno poi lo interpreta, con o senza variazioni, con gli strumenti che ha.

EROTISMO/PORNOGRAFIA
L’erotismo è un fatto intellettuale, tutto di testa. La pornografia… be’, quella è tutta di mano.

ESIBIZIONISMO (1)
L’equivoco di chi, per farsi conoscere, si fa riconoscere.

ESIBIZIONISMO (2)
L’esibizionismo peggiore è quello che non ha nulla da esibire.

ESIBIZIONISMO (3)
Spector ergo sum.

ESIBIZIONISMO (4)
Chi nella realtà vera mostra un “falso Sé” nella realtà virtuale esibisce un «falso “falso Sé”».

ESIBIZIONISMO TELEVISIVO (1)
Per chi non si contenta dell’occhio dell’altro, la telecamera diventa l’occhio dell’Altro.

ESIBIZIONISMO TELEVISIVO (2)
Per chi cerca visibilità, l’occhio dell’altro sta alla telecamera come la moneta da 1 € sta a un assegno da un milione.

ESIBIZIONISMO TELEVISIVO (3)
Reality Show: la confessione pubblica come surrogato del dialogo interno.

L’ESISTENZA DI DIO (1)
L’esistenza di Dio è l’estremo rifugio dell’antropomorfismo. La trasmigrazione dell’idolatria dal reale nell’immaginario.

L’ESISTENZA DI DIO (2)
Una balla spaziale, per non dire una bestemmia.
Come può, Uno così speciale, fare una cosa così banale come “esistere”? Foglie e vigili urbani esistono; il mio corpo esiste, mica Lui. Iddio avrà ben altre cose da fare che perdere tempo ad esistere!

L’ESISTENZA DI DIO (3)
Dio non esiste. D’altronde, il mondo essendo la totalità delle cose che esistono, solo Uno che non esistesse poteva creare il mondo.

L’ESISTENZA DI DIO (4)
Dio non esiste. E poi, siamo seri! che cosa farsene di uno che, come me e te, esistesse? Come potremmo credergli quando rivela la Legge? e come, quando promette il Sabato?

L’ESISTENZA DI DIO (5)
Non è vero che esiste un Padre celeste, ma è vero che Ne siamo tutti figli.

L’ESISTENZA DI DIO (6)
Dio non esiste.
Grazie di non esistere!

ETNOCENTRISMO
Periodicamente si torna a discutere su chi sia il filosofo più grande. Ce n’è per tutti i gusti: Platone, Aristotele, Hume, Kant, Hegel, Marx… E se fosse, invece, Nagarjuna?

FACEBOOK
La caverna platonica, do you remember?

FALLACIE
Quelle che Hume chiamò “fallacie” non saranno, troppo spesso, quelle che Freud chiama “razionalizzazioni”?

FALSA MODESTIA (1)
La falsa modestia è comunque una forma di esibizione, parente stretta del narcisismo. La corrispondenza degli accademici ne costituisce la massima espressione: «Ti mando questo libretto…»

FALSA MODESTIA (2)
Falsa modestia e narcisismo possono al limite coincidere, in una sorta di follia. Come quella di un autore (praticamente tutti, io per primo) che pensa che le sue cose più importanti sono quelle che non ha scritto.

FELICITÀ (1)
Capita a volte di sentirsi per un minuto felice. Non fatevi cogliere dal panico: è questione di un attimo, passa subito.

FELICITÀ (2)
La Felicità, come il Paradiso, è una idea che serve solo a rovinarsi la vita.

FIGLI
Mio figlio, vorrei tanto che fosse un po’ più cattivo. D’altronde, è colpa mia: si vede che non sono riuscito a trasmettergli un cattivo esempio.

FILM
Se Pasolini anziché vivere a Roma fosse vissuto a Lucca, nel 1962 avrebbe girato Mamma Lucca?

FIRENZE
Una città che confonde l’inerzia con la tradizione.

FORMA
La custode del fine.

FUNERALI
Io ve lo dico subito: il primo che si azzarda a battere le mani al mio funerale, quella notte stessa lo vengo a tirare per i piedi.

GENEROSITÀ
Generoso non è tanto colui che regala il suo denaro quanto colui che regala il suo tempo.

GENITORI
L’allungamento delle vite fa sì che i figli si ritrovino a passare, da un giorno all’altro, dalla condizione di badanti a quella di badati.

GIFT-SHOP
Pensierini in cerca di un pensatore.

GIUSTIZIALISMO (1)
Insidiosa convergenza di risentite esclusioni: quando le aristocrazie morali e gli umori della plebe si danno la mano all’insegna della vendetta. Perché la plebe ha perduto la speranza nella riforma sociale, e le aristocrazie hanno perduto la fede nella riforma intellettuale e morale; ed entrambe cercano solo un giustiziere orbo di carità, con cui identificarsi.

GIUSTIZIALISMO (2)
Che faccia rima con “populismo”, lo sanno tutti. Che faccia anche rima con “masochismo”, pochi lo capiscono. Almeno all’inizio.

GLOBALIZZAZIONE (1)
Quello che è Stato è stato.

GLOBALIZZAZIONE (2)
La globalizzazione è la religione del futuro. Come il Verbo si fa Carne, così il Mondo: disceso dal cielo delle idee, si accinge a redimere l’umanità (ovvero se stesso).

GLOBALIZZAZIONE (3)
In quanto religione dell’umanità, la globalizzazione produce una sua teologia della storia. Ciò che le consente di celebrare passato, presente e futuro come Avvento, Natività ed Epifania del Mondo.
Al momento – si tratta di una mitologia in formazione – non si vedono altre scansioni. Tuttavia: come nascondere una certa inquietudine? Che fine fanno “passione e morte”? E ci sarà una Resurrezione?

GOOGLADE
Motore di ricerca per siti porno.

HEGEL (1)
Essere o non essere? Farsi, forse.

HEGEL (2)
IdeaðNaturaðSpirito. Peccato! Se solo avesse detto NaturaðIdeaðSpirito… un-due-tre, et voilà: avremmo avuto un Popper già nell’Ottocento.

IDEA
«Una idea è un concetto perfezionato fino all’ironia» (Schlegel, Athaenaeum, fr. 121).

IDEE REGOLATIVE (1)
Il “popolo” non esiste. Il “governo del popolo”, qualche volta sì.
Non è certo il popolo colui che esprime la volontà popolare; al contrario, è l’identificazione di una volontà popolare che produce un popolo.

IDEE REGOLATIVE (2)
L’opinione pubblica sta alla democrazia rappresentativa come il lettore ideale sta al testo.

IMITARE
Le uniche cose che valga la pena imitare sono quelle inimitabili.

INCOMPIUTEZZA
E’ tutto incompiuto!

IN INGLESE (1)
Ok, l’hai detto in inglese. E allora? Non crederai di avere ragione solo per questo?

IN INGLESE (2)
L’inglese, dicono, è il latino di oggigiorno. Temo che abbiano ragione.
Non ci sarebbe niente di male, se non fossimo in Italia. Dove l’esibizione di formule inglesi da parte dei nuovi maghi (della finanza, della comunicazione, di quel che vi pare) assolve oggi alla stesse funzioni cui assolse in passato il ricorso alle formule latine da parte delle caste sacerdotali (preti, legisti, burocrati): sedurre, incantare, zittire ed escludere.

INNAMORAMENTO/AMORE
Si può amare una persona “qualunque”, ma non esserne innamorato. L’amore favorisce la compassione, l’innamoramento no, non concepisce pietà.

INTELLETTUALI
Siamo un po’ tutti come i transessuali: sentiamo di essere premi Nobel intrappolati nel corpo di un professore qualunque.

INTERPUNZIONI MALIZIOSE (1)
Ce n’è per tutti i gusti.
Coppia etero (lui sopra): ?!
Coppia etero (lui sotto): !?
Coppia omosex (gay): !!
Coppia omosex (lesbian): ??
Menage à trois (lui, lei, l’altra): ?!?
Menage à trois (lui, lei, l’altro): !?!
Ammucchiate gay (stile bar di S. Francisco): !!!!!
Congregazioni saffiche (stile tìaso dell’isola di Lesbo): ?????
Orge sadiane: !??!??!!
Chi non riesce a essere malizioso in altro modo, ha di che sbizzarrirsi.

INTERPUNZIONI MALIZIOSE (2)
Dimenticavo i puntini, tanto più numerosi quanto più forte la paura di non essere notati:
………….
Ognuno ammicca come può.

INTERPUNZIONI MALIZIOSE (3)
Benché resti intollerabile, e decisamente patetico, costellare le pagine che uno va scrivendo di malizie ginnasiali e di vacui ammiccamenti, non mi scandalizzano affatto le manciate di punti interrogativi ed esclamativi generosamente profuse dal lettore in margine alle pagine altrui: abbiano esse una funzione pedagogica (come le correzioni del professore) oppure una funzione meramente emotiva (le perplessità del lettore). Perché non si tratta più, in questo caso, di notazioni auto-referenziali, tutte all’interno di un esibizionismo senza nulla da esibire, ma di una più energica manifestazione d’idee e sentimenti nell’ambito di un rapporto autenticamente dialogico.
Non dimenticherò mai quale sollievo sia stato per me, avendo ritrovato in casa una vecchia copia del Mein Kampf, vedere – sul margine di quelle pagine oscene –  filze e filze di punti esclamativi-interrogativi ivi apposti senz’appello dalla matita copiativa di un padre indignato.

INTUIZIONE/DIMOSTRAZIONE
Dall’epifania del possibile alla contemplazione del necessario.

ITALIA
E se la smettessimo tutti – politici e non – di dire “questo Paese”? Se la smettessimo con quell’aria d’implicita autocommiserazione, con quel gesto di stizza, con quella smorfia d’indignata rassegnazione, che invariabilmente accompagnano la suddetta espressione? Se provassimo a dire invece “il nostro Paese” o, più semplicemente, l’Italia?

ITALIANA (LINGUA)
Perché scrivono “Divieto di balneazione”? E perché c’impongono di “obliterare il titolo di viaggio”?
Per fare più contravvenzioni? Per fare paura? Per essere fichi?

ITALIANE (TRADIZIONI)
Nel Bel Paese il conformismo tiene il posto della tradizione.
Per secoli gli italiani – specialmente al Sud – non hanno conosciuto che cerchie ristrette e, mancando di una sfera pubblica, non hanno sviluppato quel sentimento del pubblico che va di pari passo con la libera discussione. Per questo tuttora confondono gli squallori del conformismo con la nobiltà della tradizione, sentimento pubblico per eccellenza.
Fra le simpatiche tradizioni italiane si annovera il delitto d’onore, atto conformistico per eccellenza. Meno sanguinario, ma non meno conformistico, è quel mix d’intolleranza e stupore che suscita ogni critica disinteressata: “Ma perché non pensano alle corna loro?”.
Di questa filosofia politica del vicinato, il fascismo ha fornito una mirabile traduzione istituzionale: il capo-fabbricato.

ITALIANI
Credono a tutto, senza credere in nulla.

GLI ITALIANI CHE CREDONO DI ESSERE UN SACCO DI SINISTRA
L’importante è potersi sentire buoni.

GLI ITALIANI VISTI DAGLI INGLESI
«Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio, e le partite di calcio come se fossero guerre» (Winston Churchill).
«L’unico rigore è quello fischiato durante le partite di calcio». Gli italiani «avrebbero bisogno di una moviola politica» (Tobias Jones, autore de Il cuore oscuro dell’Italia).
Gli italiani hanno nei riguardi dello Stato lo stesso sentimento che hanno, durante la partita, nei confronti dell’arbitro (John Foot, autore di Calcio, 1898-2007. Storia dello sport che ha fatto l’Italia).

KITSCH TV
La middle-class society amava lo sketch, la middle-finger society ama lo skitch.

LEGGERE ROSENZWEIG (1)
E’ abbastanza semplice capire che tutto è terribilmente complicato, ma è terribilmente complicato capire che tutto è abbastanza semplice.

LEGGERE ROSENZWEIG (2)
Per fortuna – diceva Rosenzweig a Buber – la filosofia non coincide con la Philosophenphilosophie, né la teologia con la Theologentheologie.

LEVITÀ
E’ una forma di grazia, nel senso schietto di esonerare l’altro da ogni pena. Per es. rispondere “bene, grazie, e te?” a chi ti domanda come stai. Ed esige una condizione interiore tipicamente adulta, di cui non tutti sono capaci.

LIBRI
I libri sono i Lares di ogni focolare che si rispetti.

LINGUA
Fiorentino figlio di fiorentini, mio figlio trova che ogni situazione altamente deplorevole non sia “di merda”, bensì “dimmerda”. In perfetta consonanza con tutti i suoi coetanei. E non c’è verso di fargli capire che, se oggi dicono così, è solo per averlo sentito al cinema (dove tutti i doppiatori sono da Roma in giù). Brutalità napoletana dell’“ommemmèrda”! E pensare che la m(erda) fiorentina era poco più che un sospiro gentile a fior di labbra…

LINGUAGGI
Chi parla politically correct, affretta la venuta dell’Anticristo. Chi parla come si deve, affretta la venuta del Messia.

LOQUELA
Le persone le comprendi – nel bene e nel male – dalle pause che fanno, dalle loro impercettibili esitazioni; come pure dalle rincorse che prendono per saltare gli ostacoli.

LOT (LA CAUSA DI TUTTO)
Privati di lot, i Sodomiti si trovarono impelagati in un circo vizioso, obbligati al triplo salto morale. Il Signore non apprezzò lo spettacolo.

LUOGHI COMUNI
A volte sono veri.

MALE
Il male – quello radicale, assoluto – nasce sopra tutto dalla mancanza di curiosità.

MASSIME
Maliziosamente parafrasando il marchese di Vauvenargues, diremo che: «Nessuna massima risulta vera sotto ogni aspetto».

MATRIARCA CAPITOLINA
            Superior stabat mater.

MECCANISMI DI DIFESA DELL’IO: (1) SPOSTAMENTO
Ha ragione Per Olov Enquist: troppo comodo credere che i film di Bergman parlino degli svedesi; parlano dell’uomo. Si direbbe uno spostamento, ma copre un diniego.

MECCANISMI DI DIFESA DELL’IO: (2) SUBLIMAZIONE
Non è mica sempre sano, sublimare. Anche l’idealismo mistico è una sublimazione. Per non parlare della pornografia, che dell’idealismo mistico offre la controparte. Sublimazioni, sì, però al servizio di una scissione. Sublimazioni alienate.

MECCANISMI DI DIFESA DELL’IO: (3) REPRESSIONE
Di tutti i meccanismi viene ritenuto il più innocente ed evoluto, perché si fa “con coscienza”. Mica vero. Chi reprime un bisogno naturale e primario (di cibo, di sesso, di sonno) sarà pure cosciente di farlo, ma di ben di rado è cosciente della ragione per cui lo fa. Troppo spesso la repressione fa da guardiana di una dissociazione.

ME NE FREGO
Fregarsene degli altri è, di solito, fascismo. Ma fregarsene di non capisce le novità è la quintessenza della scienza, come pure dell’arte.

METAFISICA
La metafisica non è altro che l’eterno bisogno di legittimazione dell’esistenza. Per questo è ineludibile. Ancor prima di essere un animal metaphysicum (Schopenhauer), l’uomo è un animale morale.

METTIAMOCI UNA PIETRA SOPRA!
Lo dicono i responsabili del guaio.

MIRACOLI (1)
Non esistono, naturalmente. Tranne in due casi, due soli: il pentimento e il perdono. Talvolta succede, non si sa come.

MIRACOLI (2)
Con la migliore psicologia, pentimento e perdono si possono forse comprendere a posteriori, ma l’uno e l’altro sfuggono ad ogni deterministica previsione; e rimangono sostanzialmente inesplicabili. Miracolosamente gratuiti, essi “avvengono”: non si sa donde.

MONDO
Il Mondo è la sezione sincronica della Storia.

MORALITÀ/MORALISMO (1)
La moralità sta al moralismo come il timor di Dio sta al timore del vicinato.

MORALITÀ/MORALISMO (2)
Un individuo autenticamente morale ha mille dubbi e non finisce mai d’interrogarsi su di sé. Il moralista sa già tutto e non ha bisogno di chiedersi nulla. Ma sopra tutto non la finisce mai di decretare sugli altri.

MORTE
Il vero problema è: che ne sarà della mia biblioteca dopo di me?

NATURA
Se neppure la storia riesce a essere “magistra”, figuriamoci la natura!

NETIQUETTE
Rapporti di buon lontanato.

NEWS
Sorpreso al capezzale di Ariel Sharon in coma irreversibile, il regista Oliver Stone rivelò commosso ai giornalisti che lui e l’ex primo ministro d’Israele erano fratelli: entrambi figli di Sharon Stone.

NEWSLETTER
Tutti i giorni la Newsletter. E per Pasqua, l’Agnusletter.

NIETZSCHE, NIPOTINI DI (1)
Quello che lo zio Federico analizzava spietatamente, loro attaccano ingenerosamente; e sconsideratamente rifiutano, convinti di fare come lui.

NIETZSCHE, NIPOTINI DI (2)
Ce l’hanno a morte col vero e col buono: è come un fatto personale per interposta persona. Pensare che, se lo zio Federico fosse vivo oggi, magari scriverebbe “Al di là del bello e del brutto”; oppure “Al di là dell’utile e dell’inutile”, chissà.

NOI
Il più enigmatico di tutti i pronomi personali. Noi, chi?

NOIA
In taedio stat virtus.

IL NOME DELLA COSA
Nei paesi dov’è forte e vivo il sentimento della tradizione, le riforme – anche radicali – si possono fare. Dopo lunghe e serie discussioni. Laddove quel sentimento manca, come da noi, ci si contenta di cambiare, unilateralmente e dall’alto, l’unica cosa che – nell’interesse generale – non dovrebbe essere cambiata: il nome della cosa. Così passiamo dal Ministero della Sanità al Ministero della Salute, dalla laurea “specialistica” a quella “magistrale”. Tanto per fare un po’ di confusione, e sprecare un po’ di carta.

NOMI
Ma quella Dolores, non la potevano chiamare Colores?

NOVITÀ
Di un fatto senza precedenti si dice che è “inaudito”: un aggettivo che trasuda stupore e, sopra tutto, preoccupazione. Di un giudizio inedito si dice invece che è “originale”: un aggettivo che esprime diffidenza, ma anche curiosità.
E se davvero gli intellettuali fossero più aperti e tolleranti dell’uomo qualunque?

“NUOVO RINASCIMENTO”
Che magnifica formula per un movimento politico! E che peccato vederla finire nelle mani di personaggi come Armando Verdiglione o Beppe Grillo…

OBAMA (DIALOGHETTO SU)
– Obama? Bo!-
– Better having a smoking President than a smoking-gun President.

OCCIDENTE (1)
Abbiamo trasformato l’Occidente in Accidente. Si chiama: “Cultural Studies”.

OCCIDENTE (2)
E’ dunque vero: l’Occidente è morto. Nel senso che è morto da quando abbiamo smesso di crederci.

OCCIDENTE (3)
L’Occidente è per l’Europa quel che l’Io è per il corpo umano: una allucinazione senza cui non è possibile vivere.

OCCIDENTE (4)
Non vi sentite anche voi un po’ smarriti, un po’ disoccidentati?

OCULISTA
Lo scelgo oculatamente, così da potermi affidare ciecamente.

ODIO
Non c’è niente di male nell’odio. Ha ragione Manlio Sgalambro: è dall’odio per la realtà che nasce il pensiero.

ORDINE DEI GIORNALISTI
Qualunque cosa faccia, la sua semplice esistenza costituisce un’offesa alla libertà di stampa.

OROSCOPO
La quotidiana vergogna del giornale quotidiano.

PAN C’ERA!
Quel dio che ti sapeva scaldare la vita…

PAPA-RATZI
Ci sono più cose nel cielo e sulla terra, Joseph, di quante non ne contempli la tua religione.

PARADOSSI DELLA SEMIOLOGIA (1)
Nella società della comunicazione il paratesto surroga il testo, ergendosi da commento a simulacro.

PARADOSSI DELLA SEMIOLOGIA (2)
Recensire un libro che non esiste, e renderlo realmente importante!

PATETICO (1)
La condizione di chi crede di essere un gradino sopra, e ti spiega il panorama, mentre si trova in realtà un gradino sotto e non lo sa.

PATETICO (2)
Il patetico sta all’ironico come la pesantezza sta alla levità. Non percepisce le virgolette e non ci risparmia nulla.

PAZIENZA
La pazienza è la virtù dei morti.

PEDAGOGISTI (1)
Non abbastanza profondo per fare il filosofo, non abbastanza scientifico per fare lo psicologo, non abbastanza brillante per fare il sociologo, non abbastanza colto per fare lo storico, decise di fare il pedagogista.

PEDAGOGISTI (2)
Singolare specie di studiosi che si occupano di filosofia, di psicologia, di sociologia e di storia senza essere né filosofi, né psicologi, né sociologi né storici.

PEDAGOGISTI (3)
A volte, più noiosi dei pedagoghi.

PENA DI MORTE
Dovrebbe esserci, ma simbolica. Al termine di una lunga pena detentiva, come rito di rinascita; debitamente seguito dalla dissoluzione di tutti i rapporti giuridici che fanno capo al soggetto, e dall’imposizione di un nuovo nome. Che occasione!

PERDONO (1)
Ti perdóno, forse. Però, almeno assumi il rischio di chiedermelo. Se no, come faccio? Non sono mica Dio!

PERDONO (2)
E’ strano il perdono. Decisamente asimmetrico. Perdonare può divenire talora un dovere per l’offeso, ma neppure in quel caso essere perdonato diventa mai un diritto dell’offensore. Neppure pentito, questi avrà nulla mai da rivendicare.

PICCOLE DIFFERENZE
Platone/de Sade = l’etica del Sommo Bene/l’etica del Sommo Pene

PIUTTOSTO CHE
Che fame! Vorrei una bistecca “piuttosto che” un panettone. E guai a voi se mi portate un panettone: vi rispedisco a calci in culo fino a Milano!

POLITICALLY CORRECT
Quando tutti diremo horizontally oriented, anziché “obeso”, vertically challenged, anziché “basso”, e otherly visioned, anziché “cieco”; quando perfino he e she saranno definitivamente banditi in quanto sessualmente discriminatorii, allora l’Impero sarà (giustamente) travolto dai barbari.

POLITEISMO DEI VALORI
Quando Weber descrisse la modernità come “politeismo dei valori” non poteva immaginare che nella postmodernità, ben al di là di una pluralità di dei, avremmo avuto una pluralità di pantheon.

POPULISMO
Alla faccia del Popolo, il populismo ha bisogno soprattutto d’individualismo e di egoismo. Consiste infatti nel rivolgersi agli individui – solo: tutti insieme nello stesso momento – per risvegliare il piccolo egoista che si annida dentro ognuno di noi.

POSTDEMOCRAZIA
Consiste nella riduzione dell’opinione pubblica a “pubblico” e nella divisione di questo in opposte tifoserie. Quando gli ultras prevarranno, ci sarà la guerra civile. O più probabilmente i cittadini per bene smetteranno di andare allo stadio. E lo scopo sarà raggiunto.

POTERE ACCADEMICO (LOTTE PER IL)
«Pirateria di mari poveri», le definisce Antonio Zanfarino.

PREGI E DIFETTI
Finiscono col coincidere. Come sa bene chi smette di amare.

PRESTANZA
L’anticamera di una palestra.

PRESTARE
Troppi prestano fede. Pochi prestano soldi. Nessuno presta attenzione.

PRETI
Sono quelli con la voce da prete che si fanno preti, oppure la voce la prete gliela insegnano in seminario?

PSICOANALISI (1)
Due individui che si mettono d’accordo per trovarsi in certe giorni, a certe ore, nella solita stanza. Dove uno, il paziente, fa finta di essere una persona e l’altro, l’analista, fa finta di non esserlo.

PSICOANALISI (2)
Pagare qualcuno perché faccia il tifo per te.
Il bello è che l’analista, questo spettatore non pagante ma pagato, a forza di assistere alle tue partite finisce col diventare un vero supporter.

PSICOANALISI (3)
A marcia indietro, l’analista ti porta fuori del binario morto; ma solo tu puoi manovrare lo scambio che decide verso dove procedere adesso.

PSICOANALISI (4)
A forza di teorizzare la self-disclosure, finiremo nel self-gossip!

PSICOANALISI (5)
Passaggio all’atto, passaggio a letto: dal lettino al lettone.

PSICOANALISI (6)
Quando un paziente sta peggio, ti aspetti che anche quello dell’ora dopo stia mica tanto bene. Ed è magnifico scoprire – varietà del mondo! – che non è vero.

PSICOLOGO
Quello che, quando una bella signora entra nella stanza, si gira a guardare quelli che si girano.

PUNKABBESTIA
Più che altro, patetici. Sono rivoltanti e si credono rivoltosi.

QUELLE CHE L’8 MARZO
si riuniscono a cena fra donne: tabula rosa!

QUELLI CHE: “VOGLIAMO DISCORSI CONCRETI”
e poi si rimettono a sedere: con quell’aria consaputa e insopportabilmente risentita di chi pare convinto che ha portato al dibattito un contributo decisivo. Senza rendersi conto di avere fatto il discorso più vacuo e più astratto che si possa immaginare.

QUELLI CHE DICONO: INTERESSANTE!
Diffidare di chi dice: interessante. Se sollecitati a esprimersi non sanno dir altro, vuol dire che non hanno tempra intellettuale e morale. E di sicuro sono privi d’interessi.

QUELLI CHE FANNO LE VIRGOLETTE CON LE DITA
grattano l’aria a due mani nel (disperato) tentativo di esibire una intelligenza superiore.

QUELLI CHE “IN MATEMATICA…
io non ci ho mai capito nulla”. E se ne vantano pure!

QUELLI CHE METTONO QUATTRO PUNTI ESCLAMATIVI
Quelli che mettono più di un punto esclamativo non hanno sentimento tragico della vita.
Concederemo loro, tuttavia, il perdono giudiziale, se abbiano meno di quattordici anni; oppure la piena assoluzione se, adulti, li scrivano sul margine di un libro.

QUELLI CHE RIDONO IN TRIBUNALE
Quelli che ridono in tribunale, o peggio nel momento dell’arresto, sono sicuramente colpevoli. Le conferme empiriche sono infinite.

QUELLI CHE RISPONDONO SUL SERIO
Mai chiedere a un italiano: come stai? C’è verso che tiri fuori la cartella clinica e te lo spieghi davvero: per un’ora, nei minimi e più ripugnanti dettagli.

QUELLI CHE SPARANO IN ARIA
Quelli che prima o dopo la battaglia sparano in aria per manifestare la loro esultanza, sono predestinati a perdere la guerra.

REALE
ovvero: ineludibile. Ogni fastidiosa presenza che disturba l’immaginazione.

RICORDI
Non sono i ricordi che sono infedeli. Siamo noi che siamo infedeli ai ricordi.

RITA
Compagna Hayworth: l’Amata Rossa.

ROMANZE
“Schiavo son dei pezzi tuoi”, cantava l’automobilista sotto le finestre del concessionario.

ROMANZI (1)
Ce n’è di così noiosi che finire di leggerli, una volta che hai cominciato, è come finire di tagliarsi le unghie dei piedi.

ROMANZI (2)
Il lamento di Portnoy, ovvero: la saga delle seghe.

ROMANZI (3)
Ventimila seghe sotto i sari: storie di hijra.

ROMPIPALLE
Era una di quelle persone petulanti, perennemente in bilico fra insistenza e inesistenza.

ROTOCALCHI
Lèggere pagine leggère.

SAINT-SIMON
Ci aveva promesso la società del buon governo, guidata da banquiers e savants. I banchieri, eccoli qua; ma gli intellettuali, dove sono finiti?

SANTI (1)
Ce n’è solo Uno.

SANTI (2)
Ma perché non si contentano di essere buoni?

SANTI (3)
Altro che papi: dovrebbero fare sante ma le infermiere che fanno il turno di notte all’ospedale! Non a caso si dice “stare come un papa”, ma nessuno gli verrebbe mai in mente di dire “stare come un infermiere”.

SALUTI
– Ciao, esco a fare un po’ shopping.
Buy-Buy.

SCIENZA
Se cercate fantasia, libertà, ottimismo, fede nel progresso, solo matematici e fisici ormai possono darvi una mano.

SCRIVERE
Il guaio di quelli che vogliono scrivere è che non vogliono leggere.

SENESCENZA (1)
La senescenza è come l’adolescenza: ogni mattina ti guardi allo specchio e vedi una persona che sì ti rassomiglia, ma un po’ diversa da quella del giorno prima.

SENESCENZA (2)
Sentirsi vecchio vuol dire sentirsi il primo della lista. Perciò: solo chi ha perduto entrambi i genitori si può accorgere che ha cominciato a invecchiare.

SENESCENZA  (3)
Sapersi vecchio non è tanto trattenere la pancia sulla spiaggia, ma rinunciare – ormai – anche a quello!

SENESCENZA (4)
Pare che le persone di sesso maschile pensino al sesso mediamente ogni 52 secondi. I vecchi, suppongo, molto di più.

SENESCENZA (5)
Quando puoi solo scegliere se essere un vecchio cisposo o un vecchio bavoso, allora sei veramente vecchio.

SENESCENZA (6)
Ha ragione Philip Roth: il vecchio è imprigionato nel suo corpo, come un animale nel recinto del mattatoio.

SENESCENZA (7)
Non tutto il male viene per nuocere: quando il corpo da strumento dell’azione si trasforma in impedimento, l’idea di morire diventa meno terribile.

SENESCENZA (8)
Sembra un sano rimpianto ma non è una forma senile di narcisismo estremo: la consolante tristezza di avere vissuto al 50%!

SFACCIATAGGINE
Si vive circondati da una tale sfacciataggine che sento forte la nostalgia di una società più ipocrita.

SILENZIO (1)
Dice bene Bion: si può tacere in tante lingue diverse.

SILENZIO (2)
C’è un silenzio saturo, freddo, morto: quello di chi ritiene che nulla più valga la pena di dire. C’è un silenzio impaziente, traboccante, distratto: quello di chi finge di ascoltarti. E c’è un silenzio insaturo, vivo, curioso: quello di chi ti ascolta davvero.

SIMPATIA
La simpatia è il motore del pensiero. Per questo non riusciamo a pensare la morte in quanto morte, come eternità-dell’essere-morto. Se non c’è più nessuno con cui simpatizzare, il pensiero si spenge.

SISTEMA
«E’ ugualmente mortale per lo spirito tanto avere un sistema quanto non averlo» (Schlegel).

SOCIOLOGIA (CATTIVERIE SULLA)
Sociologo: uno che non è abbastanza profondo per fare il filosofo né abbastanza colto per fare lo storico.
Del resto, avete mai mai provato ad anagrammare? so-cio-lo-gìa”: ciò-già-lo-so.

SOLDI (1)
Com’è strana l’anatomia! Assai spesso, quelli di mano lunga hanno il braccino corto.

SOLDI (2)
A qualcuno piace saldo.

STEREOTIPO PREGIUDICANTE
Una contraddizione tra due infamità.
Per esempio: gli Ebrei. Che stanno sistematicamente sterminando i palestinesi esattamente come i nazisti hanno fatto con loro; e per di più stanno sempre a lamentarsi di uno sterminio sistematico che, diciamo la verità, non c’è proprio stato.

STORIA
Il cagnolino di Hitler si chiamava Bondi. Anzi no, scusate: Blondi. Bondi era il cagnolino di un altro.

STUPIDITÀ
Per esempio: ritenersi perdonato, senza aver mai chiesto perdono.

UNIVERSITAS STUDIORUM
Giovanni di Salisbury ce lo ricorda più volte: “academici” per eccellenza erano in origine (e bene sarebbe che tuttora fossero) gli scettici.

UOMO (1)
Secondo Sloterdijk (se ho capito bene), è l’unica specie animale che abbia addomesticato se stessa.

UOMO (2)
Il più aggressivo degli animali domestici.

VALORI
Troppo spesso si dimentica che i valori non “esistono” che in funzione predicativa, cioè: non esistono affatto. Ciò che siamo impegnati a difendere non sono i valori, ma le cose che valgono. Insomma: chi si sgola sui Valori (la senti la maiuscola?) di solito non fa che evocare un Garante cui imputare l’assolutistica giustificazione di qualche stronzata.

VERGOGNA
Così viene diffusamente chiamato oggi il sentimento che dovrebbero provare gli altri, quando mi mettono in imbarazzo.

VERITÀ (1)
Se nuova, viene temuta come una catastrofe.

VERITÀ (2)
Va bene dire che la verità non può essere che una. E’ la scienza. Va bene anche dire che ci possono essere molte verità. Suona etico. Ma mai e poi mai che ci sono due verità. La doppia verità contraddice le premesse stesse della scienza come dell’etica.

VITA
La vita è una malattia mortale sessualmente trasmessa.

VITA ACTIVA VS. VITA CONTEMPLATIVA
ovvero: dalla parte del corridoio, piuttosto che dalla parte del finestrino.

VOI
Fautore del rapporto autentico e schietto fra persone, Martin Buber lo teorizzò come relazione Io-Tu. Il pericolo era la degenerazione del Tu, la sua riduzione a “Esso”. Forse, se fosse vivo oggi, Buber si preoccuperebbe altrettanto della reificazione del Tu nella forma del “Voi”. Voi uomini, voi donne, voi toscani, voi sardi, voi professori…

VOLTAR PAGINA
Se tutti quelli che dichiarano necessario “voltar pagina”, cominciassero loro stessi a voltar le pagine di qualche libro…

Spiritosaggini conclusive

COME VESTIRSI IN OSPEDALE

E’ d’obbligo cominciare dalle signore.
Per quanto riguarda le pazienti. La vera signora, se pure affetta da un diabete mellito lungamente trascurato, si riconosce facilmente dal tessuto: sete, sempre. Le automobiliste che, per aver dimenticato la cintura di sicurezza, subiscono le conseguenze di uno schiacciamento toracico faranno bene, d’ora in avanti, a guardarsi dai volants. La gonna che più si addice alle signore afflitte da frigidità secondaria assoluta: godet. Egualmente importanti gli accessori: per le più vanitose ed esigenti (le donne affette da leishmaniosi cutanea), bottoni d’oriente; per le colostomizzate sarà di assoluta importanza non uscire mai e poi mai senza borsa.
Per quanto riguarda le signore professionalmente impegnate nella medicina: se chirurghe, le vedremo in tailleur. Meno severe, le radiologhe non disdegnano le trasparenze e, per esaltare il loro magnetismo scelgono stilisti di massima risonanza. Nella gamma del blu le radiologhe prediligono il cobalto, che conferisce loro un che di radioso. Il rossetto giusto per le dermatologhe: porpora. Il profumo giusto per le pediatre: mughetto. Fra le dentiste va di moda invece lo smalto screziato.
Veniamo adesso ai signori.
Chi soffre di asma bronchiale si guardi bene dal fumo di Londra, assai meglio uno “spigato” (a meno che non sia HIV-positivo, nel qual caso perfino l’abito sarà “sfigato”). Per chi abbia subito una frattura, è ovvio lo spezzato, da sostituire quanto prima con un gessato. Se la frattura consegue da un incidente automobilistico tra Lucca e Viareggio, si raccomanda al paziente di evitare le bretelle. Per quanto riguarda gli accessori maschili: nel distacco di retina si addice una cravatta a sfarfalla; in caso di semplice nausea, sarà sufficiente una cravatta a puah. Ai portatori di MST, si raccomanda di non trascurare il guanto. Per quanto riguarda invece l’intimo: i pazienti affetti da patologie vascolari devono più di tutti curare la tunica intima. Per i pazienti psichiatrici: se afflitti da “folie de doute”, sarà logico aspettarsi che sempre – sotto – abbiano un sospensorio; se diagnosticabili come disturbo dissociativo d’identità, indosseranno un soprabito double face; se sofferenti di depressione endogena su base eredo-costituzionale, ci aspetteremo che portino blue genes. Per i pazienti oncologici, in particolare nei casi di carcinoma polmonare, è di rigore lo smoking. Ai terminali, per presentarsi in ordine all’ultimo appuntamento, si raccomanda di ben tirare il calzino.

DENARO

Disse Francis Scott Fitzgerald: «I ricchi sono diversi da noi». Rispose Ernst Hemingway: «Sì, loro hanno i soldi».
G.B. Shaw, interpellato al riguardo, sentenziò: «Il denaro è la cosa più importante del mondo». Ma Shaw, si sa, scherzava sempre. Oppure semplicemente citava. Da chi? Da un autore scozzese? No, da un grande irlandese come lui, Oscar Wilde: «I giovani d’oggi credono che il denaro sia tutto. ma solo quando sono grandi ne hanno la certezza».
Suvvia, siamo seri: il denaro non dà la felicità, non c’è mica bisogno di essere un artista per capirlo. D’altronde, soggiunge Woody Allen: «se il denaro non dà la felicita’, figuriamoci la miseria!». Totalmente d’accordo con lui, dichiarava Marylin Monroe: «Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma, se devo piangere, preferisco farlo sul sedile posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone della metropolitana». Chissà, forse aveva letto Fogazzaro: «Le banconote asciugano le lacrime meglio del fazzoletto».
La verità è che i titoli di credito sono come il titolo di studio: se ce l’hai non conta nulla, ma se non ce l’hai sei fregato. E poi: vuoi mettere? Se proprio devi essere infelice, i soldi ti permettono di esserlo in posti meravigliosi.

I LAZZARONI CI SONO SEMPRE STATI (E NON SOLO A NAPOLI)

(2015): «Ora Roma si fa dettare le regole dai burocrati di Bruxelles. Maledetta Europa, potesse morire!»
(2014): «Ora Torino si fa dettare le regole da Roma ladrona. ël consej d’stat? La cort d’cassassion? A l’è tut’uŋa crica!
(1860): «Ora Firenze si fa dettare le regole dal re di Torino. Lo sai icché? L’era meglio babbo Leopoldo, te ne dico io»
(1559): «Ora Siena si fa dettare le regole da Firenze. E quando Siena piange, Firenze ride: accident’a loro!»

SE PER CASO NEL BUIO DELLA NOTTE

ti risvegli con la sensazione – ma che dico, la sensazione: no, poco più che una fuggevole impressione, appena distinguibile dal sogno – di una delicata frescura che ti sfiora la guancia… se per caso nel silenzio della notte, hai come l’irragionevole sospetto – niente più che il vago ricordo – di un violino lontano che già dilegua, al di là di qualunque possibile percezione… allora, amico mio, stanne certo: sei fottuto! La zanzara c’è. Ed è qui per te.

SINISTRA

Propongo, in forma di decalogo, queste «Istruzioni per essere un sacco di sinistra»:
(1) mettersi la kefiah e parlar male d’Israele sempre e comunque;
(2) parlare politically correct (sono ammesse eccezioni per Israele);
(3) pensare che dovunque nel mondo i disgraziati e, sopra tutto, chi pretende di rappresentarli abbiano sempre ragione;
(4) dare per scontato che ci siano temi di destra e temi di sinistra e che – naturalmente – difesa e sicurezza, tasse e giustizia, siano questioni di destra “a prescindere”;
(5) pensare che sia compito della magistratura di moralizzare l’Italia;
(6) per qualunque categoria x, stilare una “Carta dei diritti di x”;
(7) per ogni problema da risolvere, invocare nuove leggi, nuovi statuti, nuovi regolamenti;
(8) assumere l’ecologismo come surrogato degli -ismi perduti: No Tav, No OGM, no tutto! Della scienza e della tecnologia, meglio diffidare…
(9) ripetere più volte al giorno che «Matteo Renzi è un corpo estraneo alla sinistra»; più generalmente parlando, convincersi che sia di sinistra solo chi la pensa in tutto e per tutto come te;
(10) insomma, dividersi ogniqualvolta si profila il rischio di vincere.
Per riassumere:
Restare al calduccio fra gente un sacco di sinistra. E quando non c’è niente di meglio da fare, scambiarsi un sacco di post nostalgici e/o indignati su FB. Perché l’importante, per noi, che siamo un sacco di sinistra, non è governare ma sentirsi buoni.